Non eravamo soli. La nostra esperienza con l’équipe domiciliare.

16 Settembre 2020

 

Vorrei iniziare questa storia raccontandovi di Antonella, meravigliosa moglie e mamma di Gian Maria e Michele.

Scelgo, invece, di raccontarvi come in questi mesi la mia famiglia si sia miracolosamente allargata, includendo un gruppo di donne che ci ha accompagnato in uno dei percorsi più difficili della vita.

La fase acuta della malattia di Antonella è durata oltre 6 mesi, nei quali ho lasciato tutti i miei impegni lavorativi e deciso di non candidarmi più in qualità di amministratore del Comune di Povegliano. Anche i miei figli, pur vivendo distanti per lavoro, si sono alternati nella loro presenza a fianco della madre.

Ma noi tre, con tutto l’amore e la buona volontà messe in campo, non eravamo sufficienti per Antonella.

Per fortuna sono arrivate loro: Monica, Francesca, Stefania, Antonietta, Patrizia, Chiara e Placida. Una squadra ADVAR tutta al femminile, che è andata ben oltre l’aiuto medico ed assistenziale e si è presa carico della nostra famiglia, donando presenza fisica e psicologica, accudendo Antonella sotto tutti i punti di vista e gestendo ogni piccolo continuo cambiamento.

A posteriori, oggi sappiamo che una famiglia ha bisogno di essere supportata nell’affanno della quotidianità, nel logorio della stanchezza fisica e mentale, ma soprattutto ha bisogno di essere accompagnata nella comprensione di ciò che sta accadendo e di cosa succederà nei giorni successivi.

ADVAR, con garbo e delicatezza, ci ha aiutato in questo passaggio, dandoci consapevolezza delle nostre capacità e così, uniti, abbiamo potuto affrontare questi mesi potendo continuare a vedere Antonella come moglie e madre.

La certezza di poter contare sul supporto medico e assistenziale di ADVAR, la tranquillità di poter chiamare ogni qual volta ne sentivamo la necessità, che fosse di giorno o di notte, la cura e la competenza con cui ogni situazione veniva gestita, coinvolgendoci in ogni decisione, ha ridimensionato la sensazione di smarrimento iniziale: non eravamo soli.

E’ così difficile trovare, fuse insieme, tanta professionalità ed umanità.

La nostra casa, per oltre 6 mesi, è stata una sorta di ritrovo familiare per questo gruppo di donne che hanno preso per mano un’altra donna e l’hanno accompagnata nel viaggio più difficile.

Il territorio trevigiano ha la fortuna di avere un’eccellenza, alla cui porta si può bussare nel momento del bisogno e della fragilità.

Apriamo il cuore e la disponibilità, affinché ADVAR possa continuare a garantire presenza, supporto e assistenza a tante altre famiglie. Sarebbe impensabile immaginare Treviso senza ADVAR.

Una famiglia riconoscente.

Favaro Valdino, Gian Maria e Michele
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Grazie Valdino. Il suo racconto parla di un "viaggio" condiviso tra donne, che si sono prese per mano.

La solidarietà è un dono che attraversa il tempo.


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