Chi Siamo e

Come operiamo

La nostra Organizzazione

ADVAR persegue i propri scopi istituzionali attraverso due enti che operano in modo sinergico e complementare: l’Associazione ADVAR e la Fondazione Amici dell’Associazione ADVAR, senza scopo di lucro e finalizzate esclusivamente ad obiettivi di solidarietà sociale, ovvero:

  • la promozione delle attività di ricerca e di studio nel campo delle cure palliative;
  • l’erogazione di cure palliative, nelle forme di assistenza domiciliare e residenziale;
  • la realizzazione e l’organizzazione di strutture residenziali protette (ADVAR gestisce l’Hospice “Casa dei Gelsi”);
  • il volontariato sia al domicilio delle famiglie degli ammalati terminali, sia all’interno di strutture di Hospice che li accolgano;
  • la realizzazione di corsi di formazione e attività di sensibilizzazione culturale;
  • l’attivazione sul territorio di azioni di promozione e raccolta fondi per sostenere l’assistenza a domicilio e presso strutture di Hospice;
  • l’intesa con istituti, enti o associazioni attivi in campi similari o complementari.

 

Gli organi statutari dell’Associazione sono:

  1. l’Assemblea dei soci;
  2. il Consiglio direttivo;
  3. il Revisore dei Conti (organo di controllo).

 

Gli organi statutari della Fondazione sono:

  1. Il Consiglio di Amministrazione;
  2. il Revisore dei Conti (organo di controllo).

 

L’Equipe di cure palliative

Il cuore dei servizi erogati da ADVAR è costituito dall’équipe multidisciplinare, strumento operativo sia dell’assistenza domiciliare, sia dell’assistenza in Hospice.

Il lavoro di gruppo è il cardine di ogni attività, necessario per rendere il percorso di cura del malato il più efficace e agevole possibile, realizzando il modello di ADVAR che pone la persona al centro, nella sua globalità di individuo e non solo di ammalato.

L’équipe di Cure palliative è composta da: Responsabile Sanitario, Coordinatrici, Medici, Infermieri, Operatori Socio-Sanitari, Fisioterapisti, Psicologi e Volontari (la cui cooperazione, accanto allo staff professionale, integra il modello di ADVAR, centrato – come si è detto – sul malato, ma all’interno di una rete di riferimento che include sia la sua famiglia, sia l’intera comunità del territorio).