Gli Incontri Culturali Advar

Incontri Culturali

CONFINI

Questo il tema scelto per gli incontri culturali di quest’anno.

La sede è confermata a Treviso, presso la Chiesa di Santa Croce – Quartiere Latino.

Sabato 24 febbraio ore 16.00 – DIVERSITA’ E CONFINI | relatore Ivana Maria Padoan, con la partecipazione degli Studenti del Liceo Scientifico Leonardo Da Vinci

Sabato 10 marzo ore 16.00 – ALLA RICERCA DEL LIMITE | relatori Maria Frega e Francesco De Filippo

Sabato 24 marzo ore 16.00 – ITINERARI DI SENSO | relatore Vito Mancuso e Camillo Barbisan

Anno 2017 | Atlanti Luoghi Fisici e Luoghi Interiori

Quando abbiamo a che fare con un luogo, lo esploriamo e ne raffiguriamo una mappa: ecco gli ATLANTI dei luoghi fisici “di fuori”. E così quelli “di dentro”, che ci aiutano nel condurre la ns vita, esplorando la psiche e l’anima.

MASSIMO ROSSI ci restituisce l’idea di come nasce la rappresentazione grafica di una città, in che modo si forma storicamente la concezione di una cives nell’immaginario collettivo, che ha origine da raffigurazioni di chi la visita da esterno, e di chi invece la vive da cittadino. Visioni che possono essere differenti, come per Treviso, la cui prima rappresentazione risale al 14° sec: simboli racchiusi nel Sigillo di Tarvisium, con le mura, il limes che delimita la civiltà – dove c’è la legge, il sacro- dalla foresta (dove c’è il foresto, il selvaggio…cmq lo straniero). Le prime immagini della città le ritroviamo nel Liber Chronicarum del 1493, con 1804 illustrazioni che provengono da soli 652 intagli su legno: un’economia di bottega che fa apparire Treviso uguale a Parigi … anche perché la rappresentazione dei luoghi nasce dal mare: sono i navigatori nordici che riproducono le mappe per raggiungere i porti (con una visione piatta, dal mare).

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ANNA CORDIOLI ci presenta la mappatura della ns mente, così come ha insegnato il grande S. Freud che nel 1896 scriveva al suo amico Fliss: “sto lavorando all’ipotesi che il ns apparato psichico si sia formato mediante un processo di stratificazione”. Come in archeologia! Quando K. Humann nel 1864 si era recato a Pergamum, nell’impero ottomano, e aveva visto gli abitanti portare via pezzi di statue antiche per farne calce e costruire nuove case, aveva gridato: “Fermatevi, voi non siete solo questo di oggi, qui sotto c’ è una storia da raccontare”!

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ISOLE. Naufragi ed approdi – Una simbologia infinita del naufragio e dell’approdo: una condizione umana e psicologica, intellettuale. La ns condizione di conoscenza è come quella di chi sta in un’isola, circondata da un mare nebbioso del “non sapere” (Kant, Critica alla ragion pura)

VALERIA CHEMOTTI, attraverso la letteratura femminile italiana, ci porta su tre meravigliose isole: dimore felici, il Paradiso, ma anche la separazione. Il luogo di fuga per il turista che la sogna o per l’eremita che vi si radica, per il profugo, la boa di passaggio per il profugo, o anche il luogo da cui fuggire per il prigioniero. La scrittura femminile comincia spesso con un atto di intimismo confessionale (un diario che tengo nascosto). Ex-primere: tirar fuori ciò che è dentro). Parte da una grande emozione di gioia o dolore, con un’identità frammentata, multipla, eccentrica, che trova nella narrazione l’occasione per ricostruirsi, come partire da un’isola, per riappropriarsi del territorio – e della propria vita – superando i confini, andando verso il mare…La Sardegna di G. Deledda: mitica, archetipo di tutti i luoghi, terra senza tempo, simbolo di una cultura, di profondità d’animo in cui si consuma l’eterno dramma dell’esistenza. Da alcuni vecchi ho preso verità e cognizioni che nessun libro mi ha rivelatoG. Deledda si sposa e se ne va: la lontananza la spinge a scrivere della sua isola.

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Gli STUDENTI del da Vinci ci portano a riflettere sui diversi significati della parola ISOLA. Immagine di una terra lontana, senza contatti visivi, il luogo in cui rifugiarsi per sentirsi al sicuro…Talvolta  anziché proiettare all’esterno  i miei pensieri mi rivolgo a me stesso e creo un’isola immaginaria, tagliando i ponti che mi collegano alla realtà…Effettivamente tutti, prima o poi, scegliamo o subiamo la condizione di isola, in tanti piccoli gesti quotidiani (ci isoliamo)…La condizione di isola scelta, ricercata, è necessaria quando rifugiamo da una realtà che non sa darci le risposte che cerchiamo.

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LUOGHI COMUNI. Mappe e percorsi di Comunità

Luoghi comuni: da una terminologia apparentemente banale, due parole che, a partire dalla memotecnica di Cicerone, ci inducono a riflettere sull’appartenenza ad una Comunità, ed alla responsabilità verso i luoghi – che devono essere “mantenuti belli” – che abitiamo, nella gioia, ma anche nei momenti più difficili della nostra vita.

DOMENICO LUCIANI ci fa riflettere sulla fondamentale relazione che abbiamo con i luoghi, che ci determinano, ci definiscono. Noi abbiamo bisogno dei luoghi, e quando li perdiamo, se ne va una parte di noi stessi. La sindrome della via Gluck si presenta continuamente: se un posto cambia facciamo un’operazione di memoria (che è sempre soggettiva) per cui “con i nostri occhialitorniamo a vedere quello che era in passato, i luoghi della ns vita “Se non sai chi sei stato, è molto complicato immaginare chi vorresti essere.”

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Con SANDRO SPINSANTI riflettiamo sul buon senso dei luoghi della cura di oggi: la Casa, l’Ospedale, la RSA, l’Hospice. Quale soddisfa meglio i bisogni della cura?

Quando lo tsunami della malattia ci investe, emergono gli interrogativi: Chi deve curare, prendersi cura della persona e dalla famiglia; Come? Quando? Dove?  Anche S. Spinsanti inizia dalla città la sua descrizione: un luogo non certo adatto ai più fragili ( “i debolissimi” di Luciani), citando l’aberrante libro di Mc Carthy Non è un Paese per vecchi, in cui “cacciatori di vecchi” si aggiravano di notte gridando “dagli al vecchio (uomini over 40!). La Comunità, in realtà, dedica alla cura dei propri cittadini dei luoghi ad hoc. Tra questi l’ospedale: centro di carità per poveri ed emarginati nel 700, di cura nell’800, per diventare, come scrive S. Iaconesi una cittadella fortificata della salute, e che oggi tende ancora ad essere una realtà chiusa, quasi autoreferenziale, con cure esclusive monopolizzate dai professionisti

Moderatore e Saluto Musicale


Encomiabile il coordinatore Prof. LUCIANO FRANCHIN, emozionanti i saluti musicali di Gianluca Geremia, del Gruppo giovanile di violoncelli e del Trio Ciospeghe.

 

Per qualsiasi informazione sugli incontri culturali contattare Giovanna Zuccoli, cell. 3927316043, mail promozione@advar.it