Non era soltanto assistenza
Non era soltanto assistenza: era la consapevolezza di non essere solo.
Nello stesso anno ADVAR ha assistito prima mio padre e poi mia madre. Essendo figlio unico, mi sono trovato ad affrontare un periodo molto difficile, carico di responsabilità. La presenza di ADVAR è stata fondamentale: mi ha aiutato nella gestione quotidiana, ma soprattutto mi ha fatto sentire meno solo.
Negli ultimi tempi mia madre era molto fragile. Cercavo di non farle trascorrere l’intera giornata a letto e la portavo al piano di sotto, soprattutto quando sapevo che sarebbe arrivata l’équipe domiciliare ADVAR, per offrirle un po’ di normalità.
Nicolò, uno degli infermieri, entrava ormai in casa con naturalezza. Spesso lasciavo la porta aperta e lui arrivava come una persona di famiglia. Quando mi vedeva scendere le scale con mia madre in braccio, scherzava sul fatto che pesasse poco e che io continuassi comunque a lamentarmi del mal di schiena. Erano momenti semplici, ma riuscivano ad alleggerire la giornata. Anche mia madre rideva e, in quei sorrisi condivisi, ritrovavamo per un attimo un po’ di serenità.
Con il passare del tempo il bisogno di assistenza aumentò. Le difficoltà arrivavano spesso nei momenti meno prevedibili: la sera, durante il fine settimana, quando tutto sembra più complicato. Una delle cose che ho apprezzato maggiormente è stata sapere che dall’altra parte c’era sempre qualcuno. Per ogni necessità avevamo un riferimento e la certezza di poter contare su una risposta.
Chi era reperibile restava al telefono con me, mi ascoltava, mi guidava e, quando necessario, raggiungeva la casa in tempi rapidi. Altre volte, appena possibile, passava semplicemente per verificare che tutto fosse rientrato. Questa presenza è stata un aiuto enorme. Non era soltanto assistenza: era la consapevolezza di non essere solo.
Faccio volentieri i nomi di Nicolò, Cornelia, Stefania e Giorgia, perché credo sia giusto riconoscere la qualità umana e professionale di queste persone.
Perdere entrambi i genitori nello stesso anno lascia un segno profondo. Ripensando oggi a quel periodo, ciò che ricordo con maggiore gratitudine è una presenza fatta di professionalità, attenzione, sorrisi, telefonate e vicinanza autentica. Per chi affronta momenti così delicati, sapere di poter contare su persone come loro fa davvero la differenza.
