Federica, non la paziente Federica
Non avrò mai abbastanza parole per ringraziarvi per averci permesso di VIVERE APPIENO. L’attenzione, la cura e la delicatezza che avete sempre riservato alla mia mamma l’hanno fatta sentire di nuovo una persona. Non sono in grado di spiegarvi quanto fosse contenta, ogni giorno da quando abbiamo varcato quella porta. A volte le capitava di piangere di gioia dicendo che era troppo felice e niente più di questo riempie il cuore. Le avete permesso di ricominciare a vivere. Le avete permesso di essere di nuovo FEDERICA e non la paziente Federica.
Ogni persona alla Casa dei Gelsi l’ha fatta sentire Federica con una delicatezza, tenerezza e cura che è difficile da far capire. Il giorno in cui siamo arrivate c’era un brutto temporale, il viaggio da Padova era stato molto impegnativo ma la mamma diceva sempre di essere stata colpita dal sorriso di Nadia “non so se fosse più grande il mio sorriso o il suo quando mi ha fatta entrare nella mia stanza, le copriva tutta la faccia”.
Ci avete permesso di vivere il nostro matrimonio, il giorno più bello della nostra vita -mia e di Jacopo-, ma anche di mia mamma.
Siete delle persone meravigliose ed il vostro cuore è grande. Senza di voi la mia mamma non sarebbe stata così serena.
Grazie a nome mio e di mio papà ma soprattutto grazie da parte di Federica.
Vi siamo grati.

