Uno sguardo che abbraccia tutta la famiglia

Nel giardino dell’hospice, i bambini giocano. La nonna li osserva sorridere e correre spingendo la sedia a rotelle. È una scena semplice, eppure racchiude tutto il senso del nostro lavoro: la vita che continua, anche nei momenti più delicati, e una famiglia che attraversa insieme un passaggio difficile.
Quando un ente come ADVAR prende in carico una persona malata, in realtà accoglie un’intera famiglia. Non è solo il malato ad aver bisogno di sostegno: accanto a lui ci sono figli, fratelli, nipoti, ognuno con la propria età, il proprio modo di comprendere e vivere ciò che sta accadendo.
Prendersi cura di una famiglia significa osservare le dinamiche che si creano, ascoltare i bisogni diversi di ciascuno, riconoscere le fragilità ma anche i punti di forza. Un figlio adulto vive l’esperienza in modo diverso da un bambino di sei anni. Una sorella porta con sé una storia differente da quella di un fratello. Ognuno ha domande, paure, necessità che meritano attenzione.
L’équipe di cure palliative ADVAR costruisce insieme alla famiglia un percorso sostenibile, fatto di piccoli passi, di dialogo e di ascolto.
Traghettare un’intera famiglia attraverso questo momento è un compito complesso e profondamente professionale. Significa gestire emozioni diverse, a volte contrastanti.
Chi vive accanto al malato viene spesso chiamato caregiver, ma dietro questo termine tecnico ci sono persone: mogli, mariti, figli, sorelle/fratelli e nipoti.
Questo sguardo allargato non serve solo al presente. Getta le basi per il domani, per quando la famiglia dovrà continuare il proprio cammino senza la persona amata. Permette a ciascuno di elaborare il vissuto nel rispetto della propria età e sensibilità. I bambini che oggi giocano nel giardino con la nonna porteranno con sé il ricordo di una presenza possibile anche nella malattia.
Paola con la sua famiglia e i suoi adorati nipoti.
Grazie alle famiglie Reato e Danesin per condiviso con noi questi scatti meravigliosi.
