Passaggio di testimone

ALL’INSEGNA DELLA PROFESSIONALITA’, DEDIZIONE E CONTINUITA’

 

Il Dott. ANTONIO ORLANDO consegna il timone della Direzione Sanitaria dell’ADVAR alla Dott.ssa MONICA CATTARUZZA.

Il Dott. ANTONIO ORLANDO ha contribuito a far nascere e far diventare l’ADVAR quella che è oggi. Da sempre (da 32 anni) alla direzione dell’équipe di Cure Palliative a domicilio, e all’Hospice (da 16 anni, dall’apertura nel 2004).

 

 

 

 

Dottore, dopo la Presidente, a livello sanitario Lei è la figura in cui la Comunità ha sempre identificato l’ADVAR. Oggi ci sta dicendo che ha scelto di lasciarne la guida…

La vita ci pone di fronte alla necessità/opportunità di prendere determinate decisioni. Decidere, etimologicamente, vuol dire “tagliare”, “tagliare via”. Nel mio caso significa tagliare gran parte della mia vita: 50 anni della mia attività professionale accanto agli ammalati”.

Una scelta importante, non certo semplice…

“Per nulla facile… cui sono giunto dopo aver riflettuto a lungo con l’aiuto anche dei miei cari.

Hanno contribuito sia motivi di carattere personale (fra cui, non ultimo, quello anagrafico, anche se fortunatamente per ora gli anni non mi pesano!), sia considerazioni organizzativo-istituzionali, certamente più importanti e decisive. Sono felice anche dell’opportunità di far crescere professionalmente i miei più diretti collaboratori, lasciando loro la responsabilità e l’autonomia decisionale. In primis la Dott.ssa Monica Cattaruzza, da sempre il mio braccio destro che per professionalità, esperienza e grande passione rappresenta il mio naturale successore: un passaggio di consegna all’insegna della più assoluta continuità!

D’altronde, avendo ben pianificato tutto, non sono per nulla preoccupato per il futuro di ADVAR.

Lo sono invece un po’ per me stesso, perché cambierà radicalmente la mia vita. Mi mancheranno gli ammalati che sono stati da sempre il motivo ed il senso della mia vita, il mio impegno quotidiano; anche l’Hospice, la mia seconda casa, i rapporti con i colleghi, ma anche i medici dell’ospedale e del territorio con i quali ho tessuto negli anni una bella e fattiva collaborazione. D’altro canto, potrò dedicarmi all’orto, alla lettura, ai viaggi, alla musica, al pianoforte…E al mio futuro nipotino: presto diventerò nonno!”.

La Presidente e l’ADVAR tutta le sono infinitamente riconoscenti. Per non parlare dei familiari degli ospiti….

“Sono io che ringrazio tutti gli ammalati e le loro famiglie che ho avuto la fortuna ed il privilegio di conoscere e di accompagnare in tutti questi anni, da cui ho imparato tanto e sono stati per me occasione di crescita umana e spirituale. E sono particolarmente grato alla Presidente, Anna Mancini, per avermi consentito di dedicarmi alle Cure Palliative in tempi pioneristici (fine anni ‘80) e di poterle poi portare sul nostro Territorio contribuendo alla loro conoscenza e diffusione.

Vorrei inviare anche un affettuoso e sentito ringraziamento a tutti i collaboratori: medici, infermieri, O.S.S., volontari…tutti coloro che ho avuto a fianco in 32 anni di vita in ADVAR…”.

L’Advar però non riesce a far a meno di lei: l’ha nominata Direttore Sanitario Emerito; fino al 31 dicembre p.v. rimarrà in qualità di Consulente, e all’orizzonte c’è anche un nuovo progetto…

“Certamente, anche io non posso fare a meno dell’ADVAR: il mio non sarà un addio. Continuerò a dare la mia disponibilità per eventuali consigli, pareri clinici, o anche solo per condividere con i colleghi situazioni complesse. Continuerò soprattutto ad occuparmi e a diffondere la Cultura delle CP, quel tipo di Medicina che non guarisce ma cura, che non guarda all’organo ma all’intera persona con tutti i suoi problemi fisici ma anche psicologici, sociali e spirituali; che accompagna l’ammalato con un approccio globale lungo tutto il percorso di malattia, garantendogli dignità e libertà fino alla fine della vita.

Ed è vero: per il nuovo anno si sta pensando ad un nuovo progetto. Il CdA dell’ADVAR sta ideando l’istituzione di un Comitato Etico- Clinico: sarà tutto da inventare…io ci sarò…”.

La solidarietà è un dono che attraversa il tempo.


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