254.782 volte sicurezza

È trascorso il primo anno dell’era Covid.

Non sono mancati molti momenti critici, parecchie circostanze in cui prendere decisioni più difficili del consueto, nuovi dilemmi etici ed accresciute preoccupazioni per il futuro.

Tuttavia, fino al momento in cui queste righe vengono scritte, non abbiamo interrotto il nostro lavoro nemmeno per un giorno; non abbiamo mai smesso di assistere gli ammalati, i dolenti, le famiglie, in un periodo in cui anche i gesti più semplici vengono avviluppati da una ragnatela di difficoltà inaspettate solo pochi mesi addietro (un tempo che ormai ci sembra lontanissimo); il nostro agire si estrinseca nei modi possibili, con le limitazioni derivanti dalla pandemia e certamente non senza qualche pecca, ma siamo riusciti a rimanere fedeli alla nostra missione.

Tutto quanto abbiamo realizzato è stato possibile perché abbiamo avuto le protezioni necessarie:

254.782

è il numero dei presidi di sicurezza transitati dal nostro magazzino solo nell’anno 2020, per essere utilizzati dagli operatori e dai volontari ADVAR nel loro quotidiano servizio.

Mascherine chirurgiche e FFP, tute e camici protettivi, visiere ed occhiali, guanti, cuffie, copriscarpe, kit per tamponi rapidi: in parte ci sono stati forniti dall’Azienda Sanitaria, in parte sono stati donati direttamente da alcuni benefattori, in larga misura li abbiamo acquistati.

Ma abbiamo dovuto dotarci anche di tante altre piccole e grandi cose indispensabili: stoviglie monouso e grandi quantità di detergenti, computer portatili e telefoni cellulari per consentire le attività a distanza, termometri e termoscanner per tutelare i percorsi di accesso alla Casa dei Gelsi.

Ecco come abbiamo impiegato i contributi speciali che tanti hanno offerto: in piccole e grandi cose che hanno fatto la differenza, grazie a cittadini, aziende, istituzioni che erano e sono con noi in questo tempo straordinariamente impegnativo.

Ci hanno protetto, hanno fatto sentire la loro presenza al fianco delle persone più fragili affidate alle nostre cure, lo hanno fatto concretamente anche attraverso le dotazioni di sicurezza: quei dispositivi ci hanno consentito di lavorare!

Sono stati, e rimangono, ali protettrici della comunità sul capo di chi è più vulnerabile.

Grazie per questo.

Alberto Toniolo – Segretario Generale

 

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