Ti racconto di me, nel tempo del dolore

LA SCRITTURA COME SEGNO DI NOI.

C’è un quaderno, all’ingresso delle camere alla Casa dei Gelsi.

Alle sue pagine, nel corso degli anni, moltissimi familiari dei malati ospitati hanno consegnato emozioni, ricordi e ringraziamenti. Ogni forma di espressione aiuta ad elaborare il dolore, il lutto e ogni altra perdita.

Ma è indubbio che un posto particolare lo occupi la scrittura, perché ci permette di guardare le nostre emozioni e di governarle piuttosto che essere travolti da esse. Inoltre la scrittura favorisce la riflessione e trasforma in pensieri e storie che hanno una loro vita propria, l’indistinto che attraversa la nostra mente.
Per questo l’équipe di Rimanere Insieme ha deciso di proporre una esperienza di scrittura, invitando quanti lo desiderino a dar voce e senso a tutto ciò che provano in questo tempo, mettendolo per iscritto e inviandolo ad Advar.

Sono pensieri, emozioni, sentimenti che meritano di lasciare una traccia sia per ricercare un significato su quello che viviamo sia per non dimenticare quando tutto sarà passato.
Ogni scritto potrà essere mandato via mail qui:

paola.fantin@advar.it

mariaaugusta.deconti@advar.it

Per favorire scambi e arricchimento reciproci, non appena possibile, per chi lo vorrà, sarà creato un gruppo di lavoro che condividerà le proprie riflessioni.

 

Il percorso di scrittura biografica e autobiografica è offerto ai dolenti, ai tirocinanti, ai volontari, agli operatori di Advar e di Rimanere Insieme e a tutti i sostenitori di ADVAR.

 

COSA FA RIMANERE INSIEME ?

Accogliamo i familiari di persone decedute per qualunque causa (malattia, incidente, suicidio…) oltre ai familiari di persone che sono state seguite da Advar, senza limiti  territoriali, di legame con il defunto, di sesso, età, credenze religiose. Accompagniamo i dolenti nel processo di elaborazione della  perdita, di recupero del nuovo equilibrio e di ritorno alla  piena cittadinanza nella comunità locale.

 

IL LUTTO AL TEMPO DEL COVID-19

Strappati alle famiglie, nel tentativo di salvarli, spesso senza più poter dare notizia di sé. A volte solo una videochiamata per un ultimo saluto, grazie a un operatore sanitario misericordioso. E poi più nulla. Nessun rito funebre di commiato. Nessun saluto e nessun pianto collettivo. Questo è stato il lutto al tempo dell’emergenza sanitaria del Covid-19.

Come elaborare, allora, perdite vissute in solitudine, senza contatto con il proprio caro, senza la vicinanza di alcuno?

Lutti che continuano a generare angoscia, sensi di colpa, smarrimento in una comunità fatta invece, da sempre, di riti di passaggio?

E’ quanto si propone il percorso di scrittura “IL LUTTO AL TEMPO DEL COVID-19. Scrivere di sé e del proprio caro”, rivolto a tutti voi, uomini e donne che avete avuto, tra i vostri cari, lutti per Covid-19 oppure lutti, durante la quarantena, ai quali non avete potuto offrire una ritualità commemorativa.

Scrivete dei vostri cari, delle vostre emozioni, del vostro dolore. Scrivetene e mandateci il vostro scritto. Sarà condiviso, a volte anche pubblicato.

Cominciare a scriverne è un aiuto grande per una prima elaborazione, per riannodare i legami rimasti interrotti, per prendere contatto con emozioni e sentimenti. Per narrare l’inenarrabile e dargli memoria.

 

” PER ORA….”

Sto vivendo da un paio di mesi la situazione che si è creata a causa di una pandemia da “corona virus”. Le restrizioni raccomandate per evitare l’espandersi del virus subdolo e letale, prima accettate quasi inconsapevolmente, forse per paura di ammalarmi o di far ammalare chi mi sta vicino, ora sono sempre più pesanti perché mi manca la libertà di aggregazione… L’abbraccio, in special modo dei nipoti dei figli, di un’amicizia importante e delle persone. Le lunghe ore serali le vivo da solo come è prescritto, mi sembra di ritornare ad un periodo di un recente passato dove, dopo la morte di mia moglie, a parte i miei figli, nessuno si faceva sentire… Penso molto al periodo nel quale ho frequentato il gruppo di auto mutuo aiuto… riflettendo su tutto ciò che sono riuscito a superare, troverò la forza e la fiducia per far fronte a questa situazione. “Per ora” tutto va bene… Così rispondo a chi mi chiede “come stai?”. Vivo il presente al meglio. Del domani non c’è certezza. Posso solo dire: domani è un altro giorno!

Danilo, 1 maggio 2020

Per chi desidera partecipare a questo progetto/laboratorio:

 

scriveteci a queste mail paola.fantin@advar.it   |  mariaaugusta.deconti@advar.it

 

La scrittura come segno di noi. Laboratorio di scrittura autobiografica e creativa.

La solidarietà è un dono che attraversa il tempo.


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