I medici ADVAR

L’arte dell’ascolto in Cure Palliative

Malato e famiglia diventano un’unica unità di cura. È questo uno degli aspetti fondamentali della medicina palliativa, una professione che si distingue per la possibilità di incontrare e prendersi cura delle persone nella loro interezza.

La narrazione che il paziente ci fa ci permette di affinare il nostro saper ascoltare con professionalità. E questo ascoltare diventa non solo un “sentire” ciò che viene narrato, ma un vero e profondo riconoscimento e accoglimento dell’importanza di ciò che ci viene raccontato. Il tempo che dedichiamo all’ascolto è tempo di cura: fa parte della cura e richiede da parte del professionista formazione, impegno, riflessione.

Dott.ssa Monica Cataruzza Direzione Sanitaria ADVAR

Professionalità ed empatia nelle cure palliative

Lavorare in ADVAR è un percorso di crescita continua, condivisione e lavoro di squadra che ci permette di esprimere al meglio la nostra professionalità.

Noi palliativisti non lavoriamo, come spesso si pensa, nelle “corsie della morte” ma in quelle della vita. Ci prendiamo cura dei nostri pazienti e delle loro famiglie quando la guarigione non è più possibile, attraverso un importante lavoro d’équipe.

La nostra professione va oltre la dimensione clinica: richiede capacità relazionali, ascolto ed empatia, non solo competenze tecniche. Il nostro lavoro è anche una missione, una filosofia che segue il principio dell’umanizzazione delle cure.

Dott.ssa Cornelia Ciobanu

Non sono pazienti, sono persone

Le cure palliative si occupano di persone, non solo di pazienti: alleviarne i disagi fisici, certo, ma soprattutto rispettarne i tempi e i desideri.

Si tratta di un approccio globale – clinico, assistenziale, sociale e spirituale – che mira a controllare i sintomi, ridurre lo stress del paziente e della famiglia, sostenere l’autonomia residua e offrire conforto.

Le cure palliative non accelerano né ritardano il decorso naturale, ma accompagnano la persona quando la guarigione non è più possibile. È un prendersi cura fino all’ultimo istante: ascoltare, alleviare, accompagnare e proteggere una fase delicata della vita.

Dott.ssa Francesca Guolo

Il medico palliativista oggi: nuove sfide etiche e nuove competenze

Il medico palliativista sta affrontando un profondo cambiamento nel proprio ruolo. Le Cure Palliative non sono più relegate alle sole malattie oncologiche e al fine vita, ma sempre più spesso vengono integrate precocemente a trattamenti che possono allungare significativamente la traiettoria di malattia. Le Cure Palliative si trovano oggi al centro anche di importanti questioni etiche, come il suicidio assistito o l’impiego dell’Intelligenza Artificiale nella pratica clinica. Il medico è chiamato a confrontarsi anche con questi temi per sostenere le persone in modo consapevole e rispettoso dei loro valori.

Questo ha richiesto lo sviluppo di nuove competenze e la capacità di lavorare in rete con altri specialisti coinvolti nel percorso di cura. Personalmente credo che fare il medico palliativista sia un privilegio, una scuola di vita prima ancora che una professione.

Dott.ssa Ludovica Bellina

Essere medico ADVAR: una comunità che fa emergere il meglio di me

Essere medico palliativista per me, significa essere Medico ADVAR.

Significa essere accolti in una comunità, quella di ADVAR, che condivide una visione, un senso, una direzione. Significa lavorare al fianco di persone che hanno dedicato anni — spesso intere vite — alle Cure Palliative, diventando punti di riferimento, a volte anche silenziosi, esempi da cui imparare, a cui guardare con curiosità.
Essere Medico ADVAR significa aver trovato un luogo che fa emergere il meglio di me, che mi permette di portare insieme al mio bagaglio di conoscenze e esperienza, quella parte più autentica e umana nella relazione con i malati e i familiari, che ho avuto — e continuo ad avere — l’onere e l’onore di accompagnare, anche solo per un breve tratto, in un tempo delicato e irripetibile della loro vita.

Dott. Paolo Dalla Mea

Là dove medicina, bioetica e psicologia si incontrano

Mettiamo da parte il tecnicismo per avvicinarci a quella dimensione più profonda del nostro lavoro, dove medicina, bioetica e psicologia si incontrano. E lì, paradossalmente, troviamo una delle esperienze più ricche e privilegiate della nostra professione.

Dott.ssa Silvia Rosi

Parliamo insieme di Lasciti Testamentari Solidali.


 

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