Annalisa, infermiera ADVAR e pittrice

“Tra luce e ombra” – La testimonianza di Annalisa, infermiera ADVAR e pittrice

Mi chiamo Annalisa e da 6 anni sono infermiera in ADVAR.
Oltre alla cura, nella mia vita c’è anche la pittura. Dipingere mi aiuta a entrare in una dimensione diversa, quasi meditativa. È il mio modo per sottrarmi alla frenesia delle giornate e ritrovare la parte più autentica di me.

Non parto quasi mai da un’idea precisa. È qualcosa che nasce d’istinto. Mentre dipingo, ascolto le emozioni che mi attraversano e le lascio fluire sulla tela. In questo gesto ritrovo equilibrio: non accantono quello che sento, lo accolgo, lo trasformo.
Il colore mi permette di dire ciò che a volte le parole non riescono a esprimere.

Questa passione, nel tempo, è diventata un sostegno profondo anche nel mio lavoro.
Quando sono accanto a un malato o a una famiglia, cerco lo stesso sguardo attento che ho davanti a una tela: la cura del dettaglio, il rispetto delle sfumature.
In fondo, l’assistenza ai nostri pazienti mette in gioco — come nel dipingere — una dimensione creativa: nella ricerca di sfumature, o nel mettere luce dove sembra esserci tanto buio.
Ed è proprio questo che rende un percorso assistenziale autentico, profondo, attento, come la creazione di un quadro.

Anche qui, in ADVAR, c’è un mio dipinto. L’ho donato al gruppo di colleghi come segno di unione, come simbolo del legame che ci tiene insieme.

Perché ogni giorno, anche nel buio, ci sono luci che vale la pena dipingere. E ricercare. E consolidare.
Come l’amore per il mio lavoro e per la missione di ADVAR, che condivido da molti anni.

Annalisa Grotti – infermiera ADVAR

Parliamo insieme di Lasciti Testamentari Solidali.


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