Con gli occhi di Pimpa

31 Ottobre 2019

Ciao, sono Pimpa.

Sono una cagnolina di pura razza meticcia. E’ vero: i cani non parlano, ma hanno un cuore che sa esprimersi. Ed io ho trovato una persona che è riuscita a tradurre in parole i miei sguardi, i miei movimenti.

Negli ultimi mesi, sono successe cose strane dove abito…Guido, il mio uomo, è andato in ospedale, ma dopo tanti giorni, finalmente è tornato! E’ un po’ diverso da come lo ricordavo: non parla molto, non cammina più, l’hanno messo a letto, non il suo solito letto, uno più alto, non ce la faccio a salirci sopra! E poi Guido ha un odore diverso: odora di medicine, di disinfettanti…Sento che sono tutti preoccupati per Guido, ma sento anche che profumano di felicità perché Guido è tornato a casa!

Oggi è arrivata gente nuova a casa: una dottoressa, Chiara, che mi piace perché sento a naso che ama i cani: le sento addosso otto profumi diversi. E poi un infermiere, Andrea: lui devo analizzarlo ma forse potremmo diventare amici. Parlano un sacco con Pierina, la moglie di Guido, e con Graziella, Lucia e Franca che sono le figlie. Parlano, parlano, parlano, sento che qualche volta Pierina piange, e anche le figlie si commuovono, ma poi continuano a parlare, lentamente, le loro parole sono calme, rassicuranti, mi cullano…e io mi addormento.

Passano i giorni, Guido è molto cambiato. E’ tornato l’uomo che ricordavo: parla, sorride, a volte usciamo. Non cammina ancora, ma lo mettono in una carrozzina con una bella coperta e andiamo a passeggiare. Profuma di felicità il mio Guido, profuma di speranza.

Adesso viene anche una fisioterapista, si chiama Antonietta. Lei porta una grande palla azzurra con la quale fa muovere le gambe a Guido, che vorrebbe tanto tornare a camminare da solo. Vorrei tanto giocarci anche io con quella palla…e poi viene anche un’operatrice, si chiama Stefania. Quando arriva io esco dalla camera, perché accende una stufetta per non raffreddare Guido finchè lo lava, ma io con tutto il mio pelo, ho troppo caldo!

Passano i giorni, me ne accorgo perché hanno strappato due volte i fogli del calendario. La dottoressa Chiara passa molto spesso e se non viene lei, passa l’infermiere Andrea. Siamo diventati davvero amici: li accompagno sempre io da Guido! E poi mi metto lì, ai piedi della dottoressa, ogni tanto le tocco la gamba col naso umido perché non si dimentichi che ci sono. Lei deve fare sempre delle cose a Guido: dice che misura la pressione, gli tocca la pancia, dice a Guido “respira a fondo” e intanto gli ascolta i polmoni perché lui ha la tosse…poi si parlano un po’, lei e Andrea chiedono sempre a Guido se abbia dolori, sembrano molto preoccupati da questa cosa. Ma Guido non ha dolori, ve lo dico io, sento bene che non c’è nessuna parte del suo corpo che sta soffrendo, profuma di buono il mio Guido! Finalmente, quando hanno finito di fare le loro cose, la dottoressa Chiara si gira verso di me e mi prende in braccio, e mi avvicina a Guido che mi vuole tantissimo bene. Mi prendo tante coccole, parliamo, ricordiamo le nostre passeggiate, mi prendo anche qualche bacio, perché Guido dice che sono buona e che mi vuole tanto bene. Che bei momenti…

Sono quattro giorni che hanno strappato per la terza volta il foglio del calendario. C’è qualcosa che non va. Guido è molto debole ma qualche volta si agita. Io sento che questo non va bene. La dottoressa e Andrea vengono qui tutti i giorni: gli hanno messo qualcosa su un braccio, dicono sia una specie di flebo perché Guido stia meglio, perché riposi tranquillo. Lui non ha tanta energia, anzi, sembra ne abbia di ora in ora meno. La dottoressa mi prende in braccio tutti i giorni, perché Guido possa accarezzarmi. Oggi però mi ha appoggiata sulle coperte di fianco a Guido; lui ha messo la sua grande mano sulla mia testa, ma non è riuscito ad accarezzarmi. Non importa, ci siamo capiti lo stesso. E poi lui ha detto “Buon viaggio”. E io ho capito che lui doveva proprio andare…non so dove debba andare, ma non può proprio restare qui! Sono scesa dal letto del mio Guido e sono andata nella cuccia. Mi sono sentita triste, perché sentivo che era arrivato il tempo di salutarci per l’ultima volta e anche se Guido non odorava di paura, l’odore di preoccupazione aleggiava in casa.

Sono passati cinque giorni da quando Guido è partito…il suo profumo diventa sempre più leggero in casa, ma il suo ricordo è forte e vivo.  Oggi sono tornati a salutarci la dottoressa Chiara e l’infermiere Andrea. Ci siamo tutti quanti, ognuno sento che racconta qualcosa e nomina Guido…io saltello di qua e di là…mi sento euforica, c’è qualcosa di bello in questo incontro, qualcosa di felice. Guido non si vede, non lo annuso, ma tutti sentiamo che la sua energia ci sta accompagnando in questo ritrovo…e ci accompagnerà per sempre.

Ciao amico mio!

Pimpa

La storia è pubblicata su Advar Amici n° 59 |
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Grazie alla famiglia di Guido per aver condiviso con noi il loro vissuto. Grazie a Pimpa per essere stata al nostro fianco durante tutta l'assistenza. Infine .. grazie alla dott.ssa Chiara per amare così tanto i nostri amici pelosetti.

La solidarietà è un dono che attraversa il tempo.


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