La storia di Antonietta la nostra fisioterapista domiciliare.

 

Sono Antonietta e sono la fisioterapista dell’équipe domiciliare.

Una mattina di marzo ricevo una telefonata: la mia coordinatrice mi dice che il servizio di fisioterapia deve essere sospeso per l’emergenza del Coronavirus. Concordiamo entrambe che è la scelta migliore, a protezione mia e dei nostri malati.

Che tuffo al cuore! Il pensiero va subito ai miei pazienti,  e provo una strana sensazione di desolazione… perché non potrò andare da loro, e non so per quanto tempo.

Allora li chiamo uno ad uno e sento nelle voci dei familiari un sincero dispiacere per una situazione che, entrambi, possiamo purtroppo solo subire.

Poi, una mattina, la mia collega Silvia mi chiama per chiedermi se sono disposta a fare la fisioterapia via WhatsApp in videochiamata con un paziente.

Dopo i primi 5 minuti di stupore… ci penso e mi dico “perchè no. proviamoci”.

La gioia di poter tornare nelle case mi pervade.

Per me, che sono poco tecnologica, è una nuova sfida ma la accolgo con molto piacere.

Inizia così questo nuovo modo di essere fisioterapista e di fare fisioterapia.

Con la collaborazione dei colleghi, posso spiegare e mostrare gli esercizi al paziente. Oppure spiegare al famigliare come supportare o fare un massaggio.

Contrariamente alle iniziali aspettative, trovo nelle famiglie grande collaborazione e … in alcuni casi, la nuova attività diventa anche motivo di qualche sincera risata!

Capisco, che si può fare anche così, perché l’unica cosa veramente importante è cercare di rispondere (in ogni modo) al bisogno e alle richieste del nostro paziente, e comprendere (come sempre, tra le righe) le esigenze della famiglia. Mi rendo conto che tutto è possibile: mi sembra proprio di essere là, anche fisicamente, quasi potessi toccare con le mie mani la contrattura…. anche se le mie mani diventano ora quelle di un’altra persona.

E così lascio che mi raccontino i loro disturbi o i loro progressi, e ci ritroviamo a darci dei micro obiettivi, per ogni settimana.

Non so dire perché … ma vivo io -per prima- una grande emozione. Siamo lontani eppure siamo così vicini.

Questa esperienza è merito del mio gruppo, dell’équipe domiciliare ADVAR.

Ringrazio di cuore i miei colleghi che, con grande disponibilità, si offrono di portarmi in giro con loro. Questo tempo così particolare non ci ha fermato. Abbiamo continuato il nostro lavoro e ci siamo ritovati ad essere fantasiosi, creativi, ma soprattutto più uniti.

Vi saluto con qualche foto di questi nostri “nuovi” momenti che, a differenza di prima, ora interessano maggiormente anche i famigliari.

Diventiamo quasi un “gruppo di lavoro” con un unico obiettivo: dare risposte e dare sollievo.

Antonietta Sartori,

fisioterapista dell’équipe domiciliare ADVAR.

La solidarietà è un dono che attraversa il tempo.


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