La gioia e l’orgoglio

Cari amici,

dopo tanta attesa, con incredula certezza, possiamo annunciare che l’apertura della nuova ala della Casa dei gelsi è ormai alle porte.

La simbolica “prima pietra”, 17 giugno 2012, bussola e guardiano dei lavori, attende di trovare la sua collocazione definitiva. L’impresa è stata da panico e talvolta il timore di avere azzardato troppo ha pervaso gli animi, dandoci la sensazione di essere entrati in un labirinto sprovvisti del filo di Arianna, ma sempre la forza e la passione per il  nostro grande “folle” sogno e  la fiducia verso i nostri amici – voi- hanno avuto il sopravvento e ci hanno guidato nella salita verso il traguardo.

E’ confortante poter affermare  che la realtà  solidale del nostro territorio si è rivelata superiore alle aspettative ed è emersa giorno dopo giorno quasi in sordina, in modo capillare, tra la “gente comune”, capace di creare un contagio a catena e di risvegliare generosità sopite che scorrevano sotterranee e attendevano di essere portate alla luce. L’ampliamento è stata l’occasione per mettersi nuovamente in pista, per  sostenere un progetto di cui  ci si poteva non solo fidare ma sentirlo proprio. A volte i doni  più piccoli ci hanno fatto scoprire una rete solidale creata appositamente per dare ossigeno al cantiere,  altre volte contributi strabilianti, consegnati con estrema semplicità, ci hanno aperto a  valori nascosti dietro la silente spontaneità del gesto. Una “Trevisocittà solidale invisibile”, citando il titolo del libro di fotografie di  Orio Frassetto, nostro amico da anni e artista autentico, che ha voluto mostrarci gli angoli non visti da chi non li sa vedere. Stimolo per uno sguardo nuovo alla scoperta dei luoghi e delle persone che sono  intorno a noi.

La raccolta fondi per l’ampliamento, realizzata con una pluralità di iniziative, attraverso i canali più svariati, ha aperto uno squarcio, una visione potente capace di stupirci ed affascinarci. Ci ha mostrato una Comunità solidale che, interrogata, ha risposto, svelandosi con le sue molteplici articolazioni, ricchezze e specificità. Identità diverse, accomunate dal bisogno di esserci per salvaguardare il senso dell’umano e migliorare il proprio territorio. Una pluralità di cittadini che si mobilita per un progetto etico e trasparente, cittadini capaci di  credere, di partecipare, di costruire insieme per elevare la qualità della vita di tutti, diventando sempre più consapevoli che le azioni che producono  doni “gratuiti” regalano benessere e riappropriazione di senso. Doni di “vitalità”. Doni di vita.

Anna Mancini Rizzotti, Presidente Advar