Testimonianze

I messaggi che seguono, minima parte dell'enorme "scrigno" che Advar custodisce, ed in parte riportati nel libro "Advar Testimonianze -L'Amore rompe il buoio", con l'unicità che li contraddistingue, fanno parte del nostro  grande e prezioso bagaglio morale ed emotivo; abbiamo ora deciso di condividerli con voi, cari amici, per percorrere insieme questo cammino di consapevolezza e crescita....

- Passi che si avvicinano. Prendere per mano un sorriso e andare incontro, piano. Sguardi pieni di emozioni e parole e silenzi. E poi quel sorriso intensamente ricambiato, capace di alleggerire la tensione ...

- Momcilo Jankovic: " pallida ma serena con gli occhi languidi e un sorriso spento, mi parlavi del tuo silenzio con la tua stretta di mano, col tuo sguardo perso. Simo... eri molto stanca, non della vita che tanti amavi ma della lotta che stavi perdendo e quando innavvertitamente hai fatto cadere il bicchiere di tè e con dignità e amore hai susssurrato "scusa..." ho pianto di gioia per aver conosciuto ed imparato a capire cosa sia il coraggio" _ Incontri culturali Advar giugno 2007.

- Le more dei Gelsi: "il dolore accettato e alleviato raccoglieva more dai vigorosi alberi della Casa dei Gelsi. Il vivo sole di giugno ravvivava l'atmosfera di pace e circondava la casa dell'Amore dove lunghe paure, nere solitudini ,erano sovrastate e cancellate da vite generose e serene, erano immerse in verde e colori di vita che rinasceva" _ Piero Bernardin

- "Cari amici, desidero esprimervi la mia gratitudine. Confortata dalla Vs. affettuosa presenza, la memoria che avevo perduta è in gran parte ritornata. Ora posso nuovamente leggere, scrivere e parlare senza cercare disperatamente i vocaboli. Col Vs. aiuto vado spesso in "gita" e faccio anche qualche passo sull'erba. Pur cosciente della mia situazione fisica, trascorro giorni sereni; questo è il massimo, ne sono certa, si possa avere dalla vita. Grazie ancora tante" _ Eleonora, un'assistita.

- Il signore quando nasciamo ci affida un angelo custode, ma in questo periodo così difficile ci ha mandato un'intera schiera di angeli, quelli dell'Advar: Luisa, Francesca, Romano, Alessandra, il dottor Antonio, la dott.ssa Carla. Ringraziamo queste persone speciali che hanno scelto di accompagnare chi soffre nel cammino più difficile e doloroso. Solo dopo aver vissuto l'esperienza dell'accompagnamento nella sofferenza che porta alla morte, ed aver incontrato l'advar, si può cogliere fino in fondo l'immenso calore di questa associazione e delle persone che operano all'interno ... (omissis) _ Rosanna e famiglia.

- Un cammino nuovo: ".. ad un certo punto è arrivata l'Advar ... in punta di piedi, e sono arrivati in casa nostra con l'aiuto vero, solenzioso e senza limiti, con il rispetto, la leggerezza.... (omissis). Voi avete uno sguardo speciale, occhi grandi che guardano in modo speciale, guardano dentro e ci si sente raggiunti dall'amore. Persone che entrano nella vita del malato e della famiglia con una carica umana indicibile. L'advar ha saputo farci iniziare un cammino nuovo, quando il tempo si è fatto stretto .. (omissis) _ Luciana

- Riemergere attraverso l'amore: "una convinzione mi accompagna da tempo. Le fasi drammatiche dell'esistenza, le gravi difficoltà, le prove cui siamo sottoposti fanno evolvere la coscienza di essere, di esistere, di amare... L'amore, l'affetto, la comprensione sono supporti fondamentali che possono scatenare risorse a noi sconosciute prima (omissis)

- Accompagnare Ada: "Ada se ne è andata la notte scorsa. al funerale c'era la "famiglia" Advar quasi al completo. E' stato bello quello che ha detto il fratello di Ada "siete stati meravigliosi, l'avete presa per mano ed accompagnata dolcemente fino alla fine". Proprio quello che in quei mesi avevamo cercato di fare: accompagnarla dolcemente, darle una mano in più da stringere. E questo sono sicura che Ada lo ha percepito. (omissis) non c'è nulla di più intimo, credo, dell'accompagnare chi sta per morire. Mi tornano sempre in mente le parole di Pietro: è stato un privilegio esserci. Si è stato un privilegio e un grande dono.

- Il giardino: " non potrei immaginare la Casa dei Gelsi senza il suo giardino .. la possibilità di camminare di osservare piante e fiori ... di raccogliere le more allo stesso modo in cui raccoglievo le olive al mio paese, mi da un senso di libertà e di appartenenza" _ Antonio

- .. anche se non posso uscire, sedermi in veranda e guardare il giardino, l'armonia degli spazi, la morbidezza delle linee mi allontana dal disordino che ho dentro...
.. ho bisogno di camminare nel giardino per rilassarmi, a volte riesco persino a piangere, da solo, non visto, e così rientro nella stanza che sono diverso ..
.. guai se non ci fosse. Non potrei portare i bambini dalla nonna, vengono volentieri perchè sono liberi, posso correre sul prato, andare in altalena, giocare ... poi un bacio, un saluto alla nonna e via di nuovo.

- Ai miei nuovi amici della casa dei Gelsi.
Dal giorno del ricovero nella meravigliosa struttura della CAsa dei Gelsi, mia moglie ha trovato la pace interiore per l'ospitalità, la pulizia, il personale medico e infermieristico stupendi, tanto che ha chiesto di voler fare la comunione assieme a me, comunione che aveva precedentemente rifiutato per lo stato di disperazione raggiunto. (omissis) _ Domenico e famiglia.

- Mi avete curato come fossi il vostro papa
Mi avete lavato come fossi il vostro papa
Mi avete baciato come fossi il vostro papa
Mi avete ascoltato come fossi il vostro papa
Vi sto guardando come fossi il Vs. papa
Vi sto amando come fossi il Vs. papa.
A voi tutti che donate dignità e amore, da qualche giorno mio papa ha intrapreso un nuovo viaggio. Non ne conosco la meta ma so che tormendo e sofferenza non intralceranno più il suo cammino.

- Incontrare l'Advar: "non più giovane, sradicata dalla mia Napoli solare, vagavo spesso tra le stradine del centro di Treviso. Una mattina di maggio, però, non più sola. Mi fermai in via Trevisi,spinsi il cancelletto, calpestai timidamente e con trepidazione il ponte di ferro, bussai alla porta della "magica" dimora e lessi per la prima volta Advar. Quella sede rimarrà per me la "magica" dimora alla porta della quale bussai con l'intento di dar qualcosa di me a chi ne avesse bisogno e invece mi ha dato tanto, permettendomi di vivere tra le sue mura la gioia di una straordinaria avventura... Errica G.